Quanto possa essere
difficile elaborare, come protagonista, un’essenza cosi preminente come l’aglio,
è a conoscenza di ogni persona che si accosta ai fornelli, fin dalle prime
esperienze.
La nostra volontà è,
quindi, quella di unire un’aroma che normalmente viene relegato a retrogusto con
la raffinatezza della presentazione di un piatto nobile e popolore allo stesso
tempo, quale è da sempre per noi emiliani: il tortello.
Agnolotto, tortello,
cappeletto, cappelaccio, tortellino…. tortaglio...mille nomi per racchiudere in
uno scrigno di pasta, rigorosamente fatta a mano, una perla di ricotta di pecora
e purea di aglio che i nostri valenti coltivatori del consorzio di Voghiera
hanno saputo così preziosamente selezionare e valorizzare fino ad ottenere
questo prodotto di rara delicatezza e consistenza.
La ricetta di questa
nuova specialità, che mi pare abbia quasi inconsciamente fatto sempre parte
della nostra cultura, viene esaltata dalle salse che l’accompagnano, come :
La salsa di fegato
grasso d’oca,
il tartufo di
Sant’Agostino ed
anche la Bottarga di
Tonno
per dimostrare
l’estrema versatilità di questa creazione,